Ha perso il SI’. Ha vinto Renzi

Non ha perso Renzi. Ha perso il Si’. Forse il PD se muterà nome. Questo referendum ha avuto per il NO quasi il 60% e il SI’ s’è attestato poco sopra il 40% e Renzi si è auto-immolato, almeno così sembra, assumendosi tutta la responsabilità dell’esito; come del resto fin dall’inizio della campagna costituzionale Renzi l’ha personalizzata ben sapendo che non aveva tutto il paese a favore ma solo quella fiammata del 40% delle Europee. Proprio quella percentuale ottenuta dal PD alle europee è la stessa che ieri, per la maggior parte, ha votato a favore delle politiche attuate da Renzi.

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Se quel 60% appartiene alla maggior parte dei partiti e a tutti i principali partiti italiani che si erano schierati per il NO, quel 40%, è solo del PD, anzi è di Renzi che anche all’esito dello scrutamento ha dichiarato che non era il comitato del SI’ che perdeva ma solo lui, quindi quel 40% lo rivendicherà prima o poi e lo rivendicherà alle prossime elezioni che presumibilmente dopo il Governo ad-interim che avremo per votare una nuova legge elettorale, probabilmente senza ballottaggio, troppo il rischio che vince il M5S, alla fine di questa legislatura riandremo a votare e Renzi si ri-presenterà o con il suo PD o con il suo partito.

Renzi ha comunque vinto. Una campagna promozionale della Riforma, combattuta come una campagna elettorale che smuovendo molti temi, ha portato il popolo italiano ad interrogarsi su più fronti, non solo quello tecnico-giuridico ma ha difatto sensibilizzato politicamente sempre più conversatori che s’appassionavano al tema. Se la passione continuerà, avremmo più persone politicizzate e sensibili al voto, che se Renzi, avrà ancora i mezzi a disposizione di un partito forte e strutturato come quello del PD, può anche aumentare; ma se solo li riuscisse a consolidare il numero sarebbe comunque straordinario.

L’istituto QuorumSas ha rilevato che l’81% degli under 34 ha votato contro al Referendum e dove maggiormente si sente il disagio sociale, nelle aree del Sud Italia. E solo gli over 55 per la maggior parte ha votato SI’. Se pensiamo può essere equiparato a quel bacino d’utenti che ha fruito di più dei benefici di Renzi: l’aumento delle pensioni, le agevolazioni alle partite IVA e gli 80 euro a chi guadagna meno di 1500 euro al mese. L’altro bacino sarà oggetto d’interesse dei partiti e se vorrà di Renzi per conquistarli.

Il Premier non poteva che lasciare il Governo, sarebbe stato linciato in Parlamento ad ogni votazione o dalla piazza, l’opinione pubblica, a meno che non sarà Mattarella ha chiederlo. 

Comunque sia il fronte del NO non è unito, al contrario del SI’. Quello che mancava ha Renzi era una promozione del popolo e finché non avrà una legittimità alle urne non potrà governare e avrà sempre una forte opposizione pubblica.

Quello che serve all’Italia, come ad ogni paese europeo invece è una forte coesione interna e una voce unica in Parlamento di Bruxelles, Renzi lo sa ed ha usato tutto il suo mandato per una promozione plebiscitaria, personale, e fin’ora c’è riuscito ma è proprio quello il suo problema: la personalizzazione. 

Non è stato Renzi ha dividere il Paese con la Riforma: era già diviso nel suo elettorato, con la morte delle ideologie; questo è il voto post-millennio; ecco perché Renzi, dal Jobs-Act alla Riforma della Scuola, è andato anche contro a quella parte del paese civile, baluardo dell’opposizione alla destra nell’era berlusconiana: delle riforme flash che voleva portare a casa prima possiibile per dare un segnale all’elettorato deluso del centro – destra. 

Renzi sta giocando una partita governativa, mettendo tanta carne al fuoco per scongiurare lo spettro della palude tipico del refrain che tanto si sentiva dire in giro dell’Italia che non cambia e lo sta facendo con tutte riforme che non appartengono a nessun colore politico ma a quelle che servono in un’ottica di costruzione europea, in un mercato globale con degli attori in campo internazionali.

Nelle mani del Presidente Mattarella l’esito. Sciogliere le Camere ora non conviene per mancanza d’organizzazione dei partiti e rischierebbe forte instabilità, con tutta probabilità ci sarà un governo di scopo che ci porterà a fine legislatura.

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