Immagina non esista il Paradiso.

La più grande delusione della Storia? Nel XX secolo. Il 1989.

Questa data improvvisamente ci catapulta nel XXI.

Il secondo millennio inizia da lì. La delusione del mondo comunista.

L’utopia. La sconfitta. La globalizzazione accelera improvvisamente il corso storico, le informazioni circolano, arrivano, chiariscono, fanno scoprire, aprire gli occhi e non c’è tempo di ragionare.

 

 

La globalizzazione.
E sulle sue ali si è sospinta l’immigrazione, madre a sua volta della stessa globalizzazione.

Immaginate intere generazioni che per anni e secoli hanno coltivato il sogno di riuscire a realizzare, loro, il popolo, poeti-contadini, delle campagne e delle fabbriche, una organizzazione economica concertata, alternativa a quella dell’individualismo moderno, di wall street, di una produzione in mano a grandi gruppi famigliari, storici, o che lo sono diventati, appagati dalla dimostrazione evidente che l’impero del self-made-man ha ragione sulla comunità, sul controllo dal basso, sull’egualitarismo; immaginate ci siano riusciti.

Immaginate che una parte dei proletari di tutto il mondo è riuscita nel sogno, il popolo è divenuto squadra di governo. Ha l’occasione di portata unica nella Storia: realizzare gli ideali di un mondo perfetto. Dove tutti gli uomini sono uguali.

Immaginate ora questo stesso mondo straccione, parallelo a quello luccicante, venire combattuto e abbattuto dal suo stesso popolo.

Immaginate intere masse di giovani di vent’anni che capovolgono quegli stessi regimi o chiedono asilo nelle ambasciate di quegli stessi paesi che i loro nonni avevano combattuto; asilo in quel mondo fatto di luci, opportunità, colori ma soprattutto libertà di non dover stare più sotto il sole e la neve, di lunghe interminabili file per ricevere quello con cui altrimenti era proibito differenziarsi, avendone di più; quel mondo dove era obbligatorio essere uguali è stato spazzato via dalla dimostrante, pressante, evidente realtà e contraddittorietà dei fatti.

I poeti, Marx, gli artisti: tutti i pittori, i filosofi, gli scrittori, i musicisti, gli scienziati di sinistra. Bakunin, Proudhon, Lenin, Engels ma anche Brecht e Breton, Neruda, Picasso, Hikmet, Sartre, Babeuf, Tolstoy ma anche prima Moro, Campanella, Rousseau, Voltaire, tutti loro, insieme a tutti quelli il cui lavoro era pensare, sentire ed esprimersi, improvvisamente la realtà storica dimostrava che avevano avuto torto.

D’un tratto un mondo sognato per secoli e di colpo realizzato, frutto di lotte interne, civili e intestine, resistenze estreme contro dittature, oligarchie, fascismi e aristocrazie; si accorse che quello che era riuscito a creare era stato creato male: i suoi figli non vi si riconoscevano e da quello incominciavano a scappare in massa verso il mondo che attraverso la logica e il calcolo dei numeri aveva avuto la meglio sulla logica, e dei sentimenti e degli ideali.

La dimostrazione concreta e reale che l’uomo è debole. Non sa ed è incapace di autogovernarsi ma soprattutto di autolimitarsi al fine che il bene dell’altro sia il proprio.

Ha anche evidenziato la verità storica che la mia libertà finisce dove inizia la tua e non che la mia libertà è infinita e scelgo io dove saggiamente farla finire.
Un’altra conclusione vede come il socialismo (inteso in questo ogni tipo di totalitarismo) abbia spostato l’estrazione sociale delle classi di governo: da aristocratiche e monarchiche, in borghesi – capitaliste.

“Non disperarti perche non ha fallito il sogno di tanti filosofi per un mondo sociale, di uguaglianza e libertà, ha fallito l’unione sovietica che non era per niente quello che hanno sognato loro ma che ha usurpato quel sogno, avvolgendosi in lei ma non rappresentandolo.” …così..

Immagina non esista il paradiso ma che questo debba essere creato.

 

 

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The Sky and The Earth Meet in The Horizon, My Art and My Profession Meet in This Blog. . . A Poet, a painter, a wanna-be video-editor, specialized in Migration/Immigration, Degrees in Giornalism (MA) and Literature and Philosophy (BA). Collabs welcomed!
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