Dietro il nostro patriarca

 

Dietro il nostro patriarca

c’è un uomo che scrive

 

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un decalogo umile

scandito sui vascelli di legno

e movimento di mare

profondo, memorie strane

racconti infiniti immagini

sapori brillanti

sconosciuti segreti

che nemmeno il suo capitano

conosce…

 

… dietro le vetrate scende il sole

qualcuno chiede di raccontare una storia…

come di quanto Dio è lento nell’ira..

 

prende il libro, altro incenso

bacia l’aria, s’accende

e incomincia a sfogliare ritroso…

e timido quel gioco antico,

sa non prendersi sul serio…

ma chi s’oppone ad un corso

guadagna in efficenza

ma ne perde l’immagine

 

il tempo, la fatica

d’umanizzare se stessi.

 

1ma027

 

Due correnti allora fondono

fluide di passato lente di futuro,

lingua, patria e religione tengono

le mani fedeli in ginocchio strette

di chi crede colando sulla sabbia del mare

le speranze della cera d’ocra di candele,

sopra i banchi vecchi di legno

che alcuni vendono alle macchie di fedeli

sparsi la mattina al mercato centrale…

 

l’Altra che vorrebbe andare sa,

ma il solo modo che ha d’incontrare

è tenuto in ostaggio dal senso di colpa del tradimento

…il solo mare che può salpare è quello di vestirsi

del mondo nuovo con la gibigiana del Mercato, unico vento

l’alfiere dell’illusione

di salpare….

 

Di fronte hai il mondo stupefatto:

i tuoi e i miei sereni ricordi.

 

Ricordi? La ritualità poi

un gesto stretto, fisso

composto e meditato,

ora dell’antico ne fa

scempio il veloce

quel gesto è meccanico

diventato in blue

pixel di uno screen

sopra l’app d’uno smart,

quell’uomo gioca

solo il gomito poggiato sul tavolo

il mento al palmo, la mano indifferente.

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La religione rammenta

la poesia medita,

gesti funzionali

di norme sociali non vincolanti

il dogma e l’amore

la paura e l’esaltazione. Questo capire

come un uomo che cammina sul vetro

intende il saggio cantando:

perdersi per imparare a seguire.

 

L’emozione di vedere rugose mani,

il nostro patriarca tiene in mano ingiallite

le pagine pesanti della Storia.

 

Il solitario

ora è solo davvero

senza quel silenzio

compagno ma

solo un dito che smuove

e sposta le carte. Annoiati!!

È il preludio l’invito che fa il mare

vederti salpare verso il suo infinito…

sole d’incendi vedrai all’orizzonte…

lascia annoiarsi, la noia è la mamma della fantasia….

 

ti ricordo raccontando

quell’uomo che scriveva

dietro le spalle di una donna

quella colonna dove dirò sempre: “sono stato vivo!”

in un luogo che amavi!

 

…quando bisogna chiedere all’altro che ci accompagna

di insegnarci ad amare quello che riesce ad amare…

 

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Informazioni su Mehiel Free

The Sky and The Earth Meet in The Horizon, My Art and My Profession Meet in This Blog. . . A Poet, a painter, a wanna-be video-editor, specialized in Migration/Immigration, Degrees in Giornalism (MA) and Literature and Philosophy (BA). Collabs welcomed!
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