Cantando nell’Oceano

Forse non c’era, forse

non è, forse

non ora,

forse non lo sarò mai

ci provo e m’immergo in te

 

senza speranze di chi formicola verso una meta, cercando l’oceano 

con l’universo;

a me dispiace ma è preclusa

il mio stadio è lugubre nella tua essenza.

 

Certo, non ti chiederò mai di illuminare qualcosa che non conosco. Ma.

Fermarti lì

fermati lì per un momento, le parole

 dovrò ridarle indietro, alla vita

E pioverà senza ascoltarle per un riparo.

 

Esigi quello che vuoi nella misura in cui vorresti e pretendi

entra senza bussare prepotentemente dentro,

 

anime gentile, cui è connaturato il tatto

           io

                         sono come una marmotta in letargo

che in un buco nel ghiaccio ripeschi

                         dove è perfino sconosciuto perdermi.

 

Conosco

la calma virtù che sodalizza ignoto e angoscia e, so

dover provare all’esistenza libera

   il coloredellafarfalla

so, il sole ogni mattina

bagna tutti visi;

ma fingermi non estraneo

                             ad un ballo in maschera,

non riesco;

64622271_atalanta-1

Atlanta e Ippomene – Guido Reni – 1624- Museo Capodimonte Napoli”

 

 cerco quelle parole nel sogno espresse

allora, come morte alla Sorbona ora, incoscienti

                                        come risposte senza domande, e mi perdo..

  volo ma senza crepooo …

 

Responsabilità se non quelle per la sopravvivenza;

in stormi bianchi cercano, sull’ocra terra sembra siedono virando argento

 

Veduta di Parigi (foto Chad Ehlers / Alamy)

“Veduta di Parigi”

come foglie olivo vento danzano e parole felici

sanno essere

                      se libere al sole, le colombe,

planando in ampie volte turchine e di silezio in una

sera azzurra

città; forse questo il compito mio, illuminarle; mentre danza

chiunque danzi, perchè

non spero sia anche il tuo;

forse il tuo è quello di danzare,

ancora sino come in cielo così

in terra attesa

in file e girotondi ecco

ISRAEL-ANIMALS-STARLINGS

come vorrei cercarti per parlarti

condividere ed essere

per descrivere insieme il mondo,

  questo incanto .

Pure:    anche nelle vie di Parigi

     dove quel brulichio sembra danzare,

in cerca

dalle soffitte ai terrapieni, dai sottoscala ai sottotetti

                                                                                               un trout à Paris

case a parigi

“Maisons à Paris – Vincent Van Gog – 1886 – Amsetrdam Rijksmuseum”

 

negli alti arrondisment ottocenteschi, quando le sete svolazzano fuori

la nuova libertà             nuove generazioni protette sotto ardesia e lavagna dei boulevard,

i cacciatori scorgono

nei gruppi sociali la voce di chi non conosce solitudini

ma compagnie solitarie

          e sparano

 

                          come egoismi di chi del tempo ha fatto il redente omaggio.

Appassiscono all’ormai ora, dei nostri sogni signora.

Si. Perché le colombe sono morte mentre danzavano

 

perché non siamo più stati in grado di prostrarci

e guardare.

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The Sky and The Earth Meet in The Horizon, My Art and My Profession Meet in This Blog. . . A Poet, a painter, a wanna-be video-editor, specialized in Migration/Immigration, Degrees in Giornalism (MA) and Literature and Philosophy (BA). Collabs welcomed!
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