Dove non c’è amore, non c’è terra. La politica della scissione.

Il post potrebbe danneggiare gravemente i dogmatici. Chi ama schierarsi.

Ma per avere una visione unica, bisognerebbe scindere l’insieme in parti d’analisi.

Da una parte: “poverelli, bisogna capirli” e dall’altra boots on the ground. Quanta Storia come sempre chiama la Francia. La quale non si può non amare. Come una bellissima dama ma un po’ spocchiosa di ragioni ne ha da vendere ma con piccoli errori di gioventù non attentamente rivalutati, non umilmente messi in discussione.

Ci sono due parti nel discorso d’opinione, sui fatti accaduti a Parigi il 13 novembre 2015. L’orrore assedia la Francia con un attacco terroristico senza precedenti in Europa: il bilancio è di 129 morti, 352 feriti, di cui 99 gravi ma le parti sono scisse: attentati di cellule interne terroristiche, divenute tali, verso obbiettivi civili e l’altra, la volontà di guerra al Daesh. Non sono sullo stesso piano le parti.

Sarebbe stato “giusto” da tempo intervenire in Siria. Con un out-out ad Assad. Il fatto che l’aministrazione Obama provenisse da anni di critiche alla politica guerrafondaia di Bush lo ha bloccato, progettando una via più che diplomatica, rivelatasi immobile, assente, d’attesa.

Ricordando però che la Russia e la Cina non volevano la destituzione di Assad (per equilibri geopolitici) mentre Usa, Uk e Francia si. Nella Nato ciascuno dei 5 paesi ha potere di veto e può bloccare quindi una decisione presa a maggioranza.

I paesi sunniti limitrofi alla Siria (Kuwait, Qatar, Arabia Saudita) così hanno finanziato qualsiasi gruppo ribelle si opponesse ad Assad, di fede alauita [un gruppo religioso musulmano minoritario, sciita (gli sciiti sono, dalla scissione dell’Islam, chi voleva la discendenza di Maometto per via famigliare),  diffuso tra Libano e Siria costiera], che controlla un paese in larga maggioranza sunnita.

Abu Bakr al-Baghdadi, califfo del gruppo Isi in Irak, si trasferisce in Siria, ritenendolo un terreno più favorevole al progetto della nascita di uno Stato islamico e dopo essere riuscito ad intercettare i finanziamenti per i ribelli, si autoproclama Stato Islamico. S’impossessa così, sapendo che i finanziamenti si sarebbero interrotti presto, di tutti i giacimenti petroliferi al nord della Siria. Al Qaeda lo sconfessa e non lo riconosce.

8 agosto 2014. Primi bombardamenti aerei Usa con contemporanea d’interventi umanitari per creare corridoi di salvezza per i civili. Vedi la fuga degli yazidi (minoranza perseguitata di religione non riconosciuta dall’Islam e di fatto una setta gnostica/esoterica).

Le strane allenze: gli Usa e l’Iran sciita costretti ad avvicinarsi. Sempre l’Iran con il governo provvisorio sciita dell’Iraq, il quale ha la parte occidentale del suo territorio occupato dallo stato islamico (sunnita). Il Pkk, partito curdo dei lavoratori (sulla lista nera degli Usa e della Nato, considerati terroristi), che lottano per la creazione del grande Stato del Kurdistan, sono corsi in aiuto dei peshmerga, le milizie curde irakene (i Curdi sono una popolazione di circa 30 milioni senza uno Stato) i quali vengono aiutati anche dagli Usa nella lotta: questo porta preoccupazione e incertezza di come essere d’aiuto, alla Turchia di Erdogan (gran parte del territorio dove dovrebbe sorgere il Kurdistan è in Turchia). Quindi gli Usa alla fine, dopo aver supportato i ribelli in Siria, potrebbero essere costretti ad accettare la dittatura Assad contro lo Stato Islamico. Se, come sembra, la coalizione internazionale appoggi con la Russia Assad, contro qualsiasi coalizione ribelle e d’opposizione; i think tank internazionali prevedono che i ribelli, anche i più moderati, possano preferire appoggiare lo Stato Islamico che l’Occidente, quindi Assad.

Ora. Gli accordi di Sykes-Picotadottati da Francia e Uk dopo la prima guerra mondiale, divisero l’impero Ottomano (il terzo Califfato della storia che riunì i mussulmani in una grande patria)  in tanti stati sotto il loro controllo, promettendo agli arabi (un popolo non una religione) una nazione che invece non ebbe; da allora studiosi islamici e fondamentalisti sognano di ridisegnare una loro grande patria per riunificarsi.

La Siria quindi è uno Stato che si autogoverna da poco più di 50 anni e i cui confini le sono stati imposti. L’Europa disegnò paesi senza tener conto delle popolazioni. Basta vedere la creazione dello Stato d’Israele dopo la seconda guerra: fu disegnato per dare una patria ad un popolo senza, vittima di un genocidio.

Lo Stato Islamico (abbreviato ISal-Dawla al-Islāmiyya) è la prima forza militare che sta provando a ridisegnare i confini. Prima di tale proclamazione, il gruppo si faceva chiamare Stato Islamico dell’Iraq e Siria, o ISIS, Ad-Dawla al-Islāmiyya fī al-ʿIrāq wa l-Shām cui l’acronimo in arabo Dāʿish.

Quindi il Daesh offre una speranza di uno Stato, con tanto d’ifrastrutture socio-economiche, a tutte quei ragazzi (teniamocelo a mente! giovani!), che non si sentono francesi o europei o di dovunque i loro antenati sono emigrati ma che non si sentono di far partene nemmeno della nazionalità dei loro antenati. Sono in mezzo. Sono dei senza patria.

L’errore dell’Occidente però sarebbe nel credere il Daesh più forte di quello che è. La sua potenza non è nella sua forza in se per se ma nella sua capacità mediatica di farla credere questa potenza: esercitando ampie campagne d’ifluenza e proselitismo.

Il vero pericolo quindi è negli stati occidentali d’Europa oggi e Usa forse un domani.

Ma il Daesh è solamente un cappello di “patria” momentaneo sotto il quale si mettono alcuni ….alcuni che non stanno bene…non vivono bene…si sentono esclusi…cittadini …alcuni, francesi….di serie B.

Gli emarginati delle società occidentali.

Quindi eliminato il Daesh non elimini un certo tipo di terrorismo. Ne scoraggi per alcuni anni gli attentati ma la polvere rimane sotto il tappeto, il fuoco cova sotto la neve.

Ragazzi francesi (perché di quello si tratta, seconde, terze non a caso, generazioni, che hanno vent’anni!) che cercano identità e riscatto.

Io non credo che la Cia abbia creato il Daesh.
Credo sia un non-dialogo mai voluto seriamente costruire da parte del cd Occidente con una cultura che non parla la stessa semiotica, che anzi abbiamo “snobbato”. Il popolo della Coca Cola con una storia di 300 anni vuole civilizzare culture millenarie, ma per favore! Dall’altra parte civiltà ataviche non hanno le stesse ali per volare leggeri sui diritti. Si, sono culture diverse ma è l’ambiente che crea una cultura. Ritorno a dire e ne sono convinto che la Libertà, come i diritti, si apprendono. Sono percorsi. Sono tali, da fare senza le responsabilità e le catene di una Cultura.

Ovviamente da quando vai lì a rompere il cazzo; questi si sono fatti ribollire il sangue.

L’altra parte. Chiediamoci perché tutti in Francia questi attentati si verificano.
Non in Germania, non in Uk, non della stessa portata almeno.

Non si possono paragonare gli attentati nelle metro degli anni ’90, le rivolte delle banlieues nel 2005, Charlie Hebdo e quelli di ora: il primo attentato nel X arrondissement, poi nel’XI e nel XII arrondissement, un ristorante sulla rue de Charonne, la sala da concerti Bataclan, e allo Stade de Franceallo Saint-Denis. Non si possono paragonare con dei cassonetti dati a fuoco a Birmingham o Liverpool long time ago o i supermercati saccheggiati a Londra 2011.

Apri la porta!

La Francia tiene ognuno sotto una laicità livellatrice. Una laicità cristiana per di più. Il tutto uguale, tutti uguali: primo non è possibile, secondo non è vero. Non siamo tutti uguali.

In Francia c’è un’assimilazione coatta che garantisce ad ognuno pari diritti. Ma questo non avviene di fatto. Perché le differenze sono di secolarizzazione assente in alcuni, perché per alcuni la religione è un modo di vivere, di amare, oltre che un’ identità, perché per quelli gioca il fattore economico che basta a differenziare, perché hanno un colore diverso, nomi diversi, perché alcuni hanno un odore diverso.

Ovvio, se la mia cultura è disegnare sui muri, se vengo a casa tua, giustamente tu ti incazzi. Ma cosa succede se tu mi inviti a casa tua e mi dici di ricostruirla meglio e che d’ora in avanti la devo sentire anche casa mia?? La Francia così fece con i nonni delle terze generazioni di oggi, per ricostruirsi dopo la seconda guerra mondiale: arruolò manodopera coloniale nell’Africa francese. Nacquero così i francesi di “serie B”.

Il problema è solo uno: integrazione. Dove? tra le persone. Non tra il “negretto buono” e il “viso-pallido cattivo”. Altrimenti si gioca. Non si fa integrazione. E le parti occidentali che si schierano stanno giocando.

Non individuando il neo-liberismo come Satana. Sempre questo capo espiatorio necessario. Si continua a giocare.

In Italia non c’è un ministero per l’immigrazione. Ce ne vogliamo rendere conto o no. Letta lo aveva messo senza portafoglio con a capo un medico, ma scherziamo! Ma visto che la Kyenge era nera…nero=migrante. Cazzata. Continuiamo a giocare.
La politica per dare i contentini, specchietti per le allodole.

Delle realtà di fatto dolorose esistono, da lì partire, per salvaguardare e limitare i danni il più possibile. Sono realtà e i danni, “le colpe” (concetto ancora una volta cristiano che di veri danni ne produce e non pochi), sono inevitabili in un sistema globale e integrato. Ma non da ieri, da sempre.

L’economia è sempre quella coperta troppo corta.
L’uomo è sempre quell’animale che se impaurito non ha forza né velocità per difendersi.

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