La Politica dei temi. Non più “fedeli alla linea”.

Questi brevi versi: “Beat è il viaggio dantesco. Il beat è Cristo. Il beat è qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato” sono di Gregory Corso e vorrei dare fiato, anima a un testo che avrebbe altrimenti solo corpo citandoli ad incipit.
Cos’è “Beat” o cos’è “Pulp”? Proseguiamo con altro…

L’altro giorno, fermando un signore emiliano, di Modena per la precisione, chiedendogli se volesse firmare per cercare d’indire gli ‪#‎8referendum‬ nel 2016 sulle ultime riforme del governo del fattore R. proposti da Civati, mi ha risposto: “No. Io sono Comunista. Quindi non credo ai referendum, a qualsiasi cosa dia la possibilità al popolo di decidere le sorti di uno Stato.” Mi sono sentito. Sollevato. Grato a quel signore. Finalmente: coerenza. Qualcuno che sapeva di cosa stava parlando.

Allen-Ginsberg and Gregory-Corso, 1973, by-Elsa-Dorfman

Allen-Ginsberg and Gregory-Corso, 1973, by-Elsa-Dorfman

La sinistra poi con il tempo è divenuta NELLA PROPAGANDA sinonimo di libertà, democrazia, cultura, coscienza, eguaglianza, tolleranza, aiuto… gli intellettuali sono sempre stati di cultura liberale/sinistrorsa, i cantautori, gli artisti, i poeti…

Però della sinistra mi fa ridere che chi si dichiara di “sinistra” moderna/liberale, non firmi per istituire i referendum. Vuole dire che quando i referendum riguardano se stessi, allora, non c’è più il “diamo la libertà al popolo di decidere”. Cosa vecchia. Gli ideali, i madrigali dove si orchestra uno schieramento politico, dove vengono messi?

“Oramai le riforme le sta facendo lasciamogliele fare”: ora mi chiedo le stesse le stava portando avanti Mr B.: le grandi opere come la Tav, il Mose ecc., le trivellazioni nell’Adriatico, la possibilità del demansionamento contenuta nel Jobs Act, la legge elettorale dei capolista bloccati e la chiamata diretta del preside ai docenti, qualora le fosse riuscite a portare a termine la sinistra Pd cosa avrebbe fatto? Li avrebbe votati i referendum per dare la possibilità a tutti di esprimersi, con il proprio voto, sul merito delle riforme? O anche in quel caso avrebbero detto, i sostenitori, “oramai le riforme le sta facendo lasciamogliele fare!” ‪ #‎semprelastessastoria‬

Poi si sa. O si dovrebbe. Si governa solo con il compromesso. Chi non ha governato con il compromesso, per difendere i suoi ideali di libertà, giustizia, comunità, il suo governo è sfociato in tirannide, nella repressione, nei regimi totalitari, cioè in quei regimi di governo che per difendere quegli ideali li reprimeva. Questo è il Potere.

E’ così che sono cresciuto anarchico…

Ho cercato di capire. Da sempre nella mia scala di valori, do molta importanza a uno in particolare. Non credo all’uomo come essere ‘cattivo’, credo che l’uomo in compagnia lo sia ma l’uomo in se non lo credo; lo credo invece debole, impaurito, ignorante, da questo assunto parto per cercare di capire i comportamenti degli uomini. Le dinamiche storiche. Le riforme dei governi.
Cerco ogni giorno di capire i perché. Non con grandi risultati forse. Credo  però che si possa sempre divenire delle persone migliori con il tempo. Posso definirlo il mio scopo. Migliorare.

Poche volte i governi sono riusciti ad astrarre il tempo contingente e reale per governarlo.
Eppure così sarebbe la politica, quella giusta, fare delle politiche per il domani, non per l’oggi. A volte queste riforme lo sono ma non riescono a farsi intendere o non sono spiegate affatto, per la mancanza di tempo nella comunicazione, perché troppo impopolari o con pochi o nessun riscontro elettorale.

Oltre che di visione e comunicazione pedagogica però alle riforme manca amore. Amore per la gente. Non credo più che la gente debba capire la politica ma quanto che la politica debba capire la gente: la gente deve solo spiegare la vita alla politica.                                   Poi la politica dovrebbe spiegare se stessa alla gente.

Governo viene da gubernum ‘timone della nave’. Guidare si può solo avendo già la mappa della direzione nella testa, avere un quadro di cosa si deve fare, quanto tempo ci vuole, le tappe da affrontare anche perigliose, premunirsi per quelle fino ad arrivare a destinazione per poi ripartire, al primo cambiamento storico. Perché la legge arriva sempre ex post mai ex ante. Prima si conforma alla realtà, poi vi è la legge che la legittima. La capacità di prevedere, è la capacità di astrarre e non contingentare. Guidare.

La capacità di astrarre appartiene, è l’unica capacità professionale intrinseca, all’Arte. Appartiene ai cd artisti. L’arte è la semplificazione immanente, concretata di una comprensione reale eseguita tramite l’astrazione. L’arte opera con lo strumento del sentimento. L’unico mezzo mutevole e in divenire come la realtà, di cui il pensiero si serve.

L’Arte del pensiero. Il pensare è Arte. I filosofi sono artisti, i politici lo sono, o dovrebbero, i pittori, i musicisti, i poeti. Non chi utilizza la tecnica ma chi della tecnica si dimentica utilizzandola. Non farsi strumento della tecnica. In questo ci distinguiamo dalle macchine e dagli animali. Le une sprovviste di sentimento, gli altri di tecnica.

Politica viene da poli -tèchne “l’arte che attiene alla città”, l’arte di condurre il timone.

E l’Arte viene fuori dal Caos si sa, non esiste l’Arte espunta dall’ordine. La realtà come tale è caotica, incomprensibile, illogica, mutevole. Do altro fiato consapevole a questo scritto, altrimenti come corpo morto cadrebbe. Diceva Pasolini…

“La poesia è dei santi e delle bestie,
mai dei colti e dei precisi.
Dovevamo fare i briganti
i piromani, i banditi
e invece abbiamo umiliato la nostra violenza
tra le righe.”

Per sopravvivere alla sua comprensione che poi è il fulcro e il segreto della vita stessa, abbiamo solo un modo, costruirsi dei valori: che saranno eterni e questi daranno l’equilibrio per surfare l’onde.

Ora, come dicevo, raccolgo le firme e faccio parte del Comitato politico di Possibile, precisamente del Comitato Possibile – Ken Saro-Wiwa per i diritti dei migranti e l’integrazione di culture diverse e le cd ‘minoranze’. Ho scelto un tema che a me sta a cuore perchè lo inserisco in un disegno futuro di come sarà conformato globalmente la struttura economica del mondo. Non credo più ai partiti ma credo alla politica, e credo cioè che la politica sarà fatta di temi. Temi discussi. Senza più fronti ideologici, perché i temi sono interscambiabili.

Tutto questo e molto altro, che come un’arte maieutica mi ha aiutato a tirare fuori da me i miei valori, a capire, a capirmi, a cercare di farlo almeno, lo devo a un fenomeno politico accaduto nell’ultimo decennio portato avanti da un uomo che ha semplicemente capito i tempi e intravisto la direzione. Mi ha aiutato anche a capire come mai non sono mai riuscito a definirmi “di sinistra”. Perché?
Perché la sinistra a me che ero diverso, che insinuavo il dubbio, che ‘indossavo la camicia per provocare le lore scarpe sporche, libertarie e ribelli’ mi ha sempre estromesso, ostracizzato, la sinistra mi ha sempre allontanato e pian piano non ho creduto più alle sue incoerenze. Io pratico la libertà d’espressione non il dogma.

Naturalmente questo è un dialogo (o spero lo sia)-una riflessione, interna di un uomo che massimamente, blandamente e banalmente si può collocare nell’universo del mondo degli ideali di sinistra. La destra, o meglio quello con cui storicamente sono stati identificati certi comportamenti, nemmeno esiste nel mio immaginario e non vado a discuterne.

A onore del vero, santuario cui sono sempre stato devoto, non è vero il discorso di poc’anzi, perché nel tempo gli ideali, i comportamenti, come detto, sono più volte stati scambiati, come le tematiche sono di fatto interscambiabili, come lo sono state nella storia, quindi anche questo discorso appena fatto è parziale.

Per arrivare a concludere, diciamo che partecipando alla vita, cerco di lottare ogni giorno contro i miei istinti naturali di uomo-animale fatti di: prepotenza, egocentricità, protagonismo, sopraffazione sull’altro. Per cercare di affermare in me stesso i miei valori di uomo-uomo, intriso di cultura umanistica di 4000 anni di civiltà.
Partecipando a questa dialettica politica e quindi umana., l’aspetto che m’interessa di più di essa, è la dialettica verbale ‘contro’ persone che massimamente e blandamente appartengono ai miei stessi valori. Ritrovandomi dall’altra parte dello ‘scontro’, capisco le mie incongruenze o parossismi.

Mi scontro con chi è di sinistra e mi scontro con chi aderisce e abbraccia quegli ideali-valori divenuti culturali, perché storici, appartenenti a quel nuovo soggetto politico mosso come movimento di cittadini da quell’uomo che mi ha fornito nel tempo quegli strumenti, con l’arte maieutica di cui ho accennato sopra, di poterlo criticare: Beppe Grillo.

Quindi in definitiva avendo un gran bisogno di chiarezza voglio chiarire che cerco il più Possibile di lottare contro il mio pressapochismo, l’ipocrisia, l’odio che nasce dall’ignoranza e dalla mancanza di capacita (anche momentanee) di prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Lotto contro il sopruso sui più deboli. Non m’interessano le ragioni per cui una persona è rimasta indietro. Anche se fosse per la fantomatica “colpa sua”. Io l’aiuto.

Perché credo più all’amore; sopra ogni altra cosa. Credo più all’amore che all’intelligenza, all’ordine, alla giustizia, credo nell’amore perché non credo nell’odio, credo alla morte perché credo alla vita. Credo ai miei temi non perché portati avanti dal mio partito ma perché rispecchiano i miei valori.
Credo che in questo modo un individuo riuscirà sempre a mantenersi libero.
E vorrei che ne nascessero altri di movimenti come il ‪#‎m5s‬ anche se non sono “grillino” e non posso definirmi “di sinistra”.

Accogliere i temi che rispecchiano i propri valori, non i dogmi ai quali sottomettersi per il proprio partito o schieramento. Essere liberi. Essere fluidi.

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