lettere in una Lettera

Lettera. Lettere di corsia, una in senso contrario, si scontrano, sono passati sette anni da quando la scrissi e la potrei riscrivere, quanto attuale; in un dato futuro porterà, come la bottiglia il messaggio, un naufrago della vita a riva, dove sulla rena mischiata a sabbia bagnata mi sporcherò la faccia, finalmente l’arsura avrà una sfida in una terra sicura.

Ma. Non è cambiato nulla.

Lettere,

lettere sull’acqua come foglie sul lago. Non lo so mi fanno venire alla mente immagini, sogni, posti dove potrei fermarmi e dormire. Ricicle……..

Non so che cosa sto scrivendo, questa è una lettera, non voglio chiamarlo sfogo, questa è qualcosa che scrivo lasciandoci il cuore, mostrandomi l’amore; è un sussurro alla paura, una lettera a nessuno, questa è qualcosa che scrivo come se volessi convincermi a credere in qualcuno.

Forse userò un destinatario universale, sarà l’ennesima prova che do – non si sa a chi, non si sa perché – di essere. Mi toccherò d’esistere. Sarà un odore a cui gli darò un profumo. Sarà un illusione come lo è qualsiasi passione.

Dico frasi che non mi appartengono, meglio, parlo con frasi che mi meravigliano. Ma chi le ha dette? Qualcosa si è rotto in me. Qualcosa di grosso. E non so ripararlo. Mi sono arreso? Questo ancora no! Ora, si. Mi hanno sparato? Veramente? Non me ne sono accorto. Forse sono stato io a sparare.

Barcollo. Non mi reggo in piedi. Gorgheggio.

donna_mare

Mi esce fuori un sorriso. Cosa le sto scrivendo? Sono reale? L’arte è fuggire.

Questa non è arte ed io fuggo lo stesso? Troppe volte si è davanti ad un bivio: sono il mio essere, o sono il mio sogno? Bella domanda, anzi no, penosa! Non tutti se la fanno.

Ed a me, perennemente in crisi è sorta, come una nostalgia, un alluvione di strada, una vergogna di criticare qualcuno che ci rifletta.

Io non credo di credere più in nulla; sempre di più, sempre più nettamente, io scompaio.

Per quello che sono stato e so di non essere più, sto scomparendo: uno zefiro, una folata di vento su di una metista in un burrone di platino in una giornata di sole, non sono che rimasugli, quarzi di corpo, di linee, di sensazioni. Io non sono più Idea; ma convinto d’essere un uomo che deve raggiungere dei risultati, che deve avere dei riconoscimenti, mi sono convinto di sostanze che prima aborrivo o schernivo a testa alta, con sicurezza.

La lettera non riesce. Devo avere un “tu”. …….STUPIDO CHE SONO!! In cerca di te.

Tu sei il mio “tu”, che poi si risolve sempre in una “Lei”.

Per ora si. Non ne ho la forza di districarmi dal comune cerchio di scadenze, contratti o convenzioni. Ora. Distinguo. Non sono più io.

Dalla destra alla sinistra, dal bene al male, la donna e l’uomo, la sabbia e la terra, il mare e la pioggia io distinguo e anche di questi discorsi come è prevedibile ne ho rimorsi.

Sono veramente costruzioni di castelli di un ragazzo ancora adolescente? Ma io chi sono?

Basta, è una vita che mi ci tormento; ora è dissacro. Annoio.

Tu. Tu spero che sino a qui non sia arrivato a leggere. Spero hai capito prima che “la Gloriosi e cc” è lieta di invitarla, presentarle, consigliarle……

Uccidetemi ma non ditemi cazzate, non ne sopporto il peso.

Tu in assenza di una lei in assenza di un noi. Ti stringo forte e non ti lascio più.

La lettera la spedirò di certo a qualcuno, – e qui c’è il destinatario contemporaneo lettore che estraneo s’interessa di privato, quando il pubblico non è mai stato pubblico e il privato non è mai stato così pubblico, il privato sembra non esistere – il mio egocentrismo, la mia ennesima riposta speranza che un “tu” sia un orecchio. Non avere peso. Non avere ricordo, di me. Quando scrivo, sono un altro. Quando vivo, vedo vero; forse è questa la realtà, io non so comportarmi.

Annego. Do morsi. Annaspo.

Molti sono andati via, molte ragazze, molti amici, molte persone, anche quelle di cui da bambino credevi non possibile, hanno voltato il versante. Non cerco una risposta, non cerco una carezza, cerco di scrivere, e non me ne frega un cazzo del resto.

Vattene se non lo hai fatto già; ma sappi che chiunque lo farà come girerà la luna io le mie parole non riuscirò a tenerle per me. Il mio mestiere di parlare.

ECCO nessuno ancora mi seppellisce. Ma il disprezzo è verso me stesso non verso l’esistere

caro fedele, caro, mio amico.

.

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Informazioni su Mehiel Free

The Sky and The Earth Meet in The Horizon, My Art and My Profession Meet in This Blog. . . A Poet, a painter, a wanna-be video-editor, specialized in Migration/Immigration, Degrees in Giornalism (MA) and Literature and Philosophy (BA). Collabs welcomed!
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