Una scelta comporta sempre un vuoto

Una libera interpretazione.

Le interrogazioni parlamentari verificano gli impegni assunti dal Governo in Parlamento nonché assicurano la trasmissione alle Camere di relazioni, dati, schemi di atti normativi e proposte di nomine governative ai fini del parere parlamentare.

Il Question time è il tradizionale botta e riposta tra Parlamento e Governo: in aula, rappresentanti dell’esecutivo rispondono, subito e in diretta televisiva, alle interrogazioni dei parlamentari. Il tempo a disposizione è fissato dai regolamenti di Senato e Camera. Il Question Time della Camera va in onda su Rai Parlamento o su Rai 2, di norma, il mercoledì alle ore 15.00; quello del Senato ha invece cadenza quindicinale, ogni due giovedi alle 16.00

L’armonia nella luce della creazione n’è sia la base, il legame architettonico, sia la musica, il legame melodioso che il Governo otterrà dal non attrito tra le parti. Dalla sua capacità di muoversi su più aspetti ne otterrà lo specchio fondante del proprio navigare. Le interrogazioni pongono e attendono una risposta.

  • Art. 128 Del Regolamento della Camera, recita:
    1. I deputati presentano le interrogazioni al Presidente della Camera.
    2. L’interrogazione consiste nella semplice domanda, rivolta per iscritto, se un fatto sia vero, se alcuna informazione sia giunta al Governo, o sia esatta, se il Governo intenda comunicare alla Camera documenti o notizie o abbia preso o stia per prendere alcun provvedimento su un oggetto determinato.

La risposta è l’azione del Governo in fieri, testé provata sulla realtà, sui primi rappresentanti, di quell’elettorato che dovrà beneficiarne.

I rappresentanti invece del cittadino e degli interessi quindi societari hanno il compito di portarne le istanze all’orecchio del governo e il Governo su questa realtà conosciuta ne deve strutturare la casa dove esse dovranno vivere ma soprattutto convivere.

La domanda può essere una verifica che il rappresentante appura se il governante ha tenuto in considerazione tutti gli aspetti da contemplare nelle sue manovre, se ne ha tralasciato qualcuno e perché, dovrà poi riferire al suo rappresentato; su questa risposta e sulla capacità del parlamentare di spiegare la risposta del Governo data e l’eventuale operato, sta l’altra parte della sua responsabilità, oltre la precedente ricordata, sempre al servizio del cittadino, rappresentato.

Il fattore minatorio è quando il parlamentare invece divenga non più il portavoce del cittadino ma dell’interesse del suo partito e questi inseguano interessi si forse, in buona fede, comunitari ma non più allora espressione diretta dei votanti.

Non è più allora quel processo democratico che vede il cittadino eleggere il suo rappresentante, in un luogo in cui dovrebbe farne le veci e trovarne soluzioni compromissorie di differenti istanze.

Senato

Se così non fosse però il parlamentare, che non essendo vincolato dal diritto di mandato imperativo rappresenta tutta la nazione e non solo il proprio elettore, sarebbe un inganno, ostacolerà l’azione del Governo e cercherà di portarne la sua azione, sugli interessi del suo piccolo nucleo operativo che gli ha dato questo potere, s’insinuerà, il parlamentare, pretenziosamente sul terreno che troverà libero e sul vuoto che una scelta del Governo, anche se minima, per propria natura comporta.

In poche parole ostacolerebbe il Governo, anche in un’azione giusta, solamente per non far divenire legge niente che andasse a sfavore dell’interesse cittadino rappresentato. Ne cercherà d’inserire il motivo pretestuoso per il fallimento del Governo, non più visto come tale ma come mero concorrente, evidenziando il vuoto della scelta del governo, anche se parziale, che per sua natura comporta.

Per inserire, ripeto, la sua leadership ed evidenziare agli occhi dell’ignaro cittadino il vuoto e l’incapacità di colmarlo, del governo e dell’altro o altri partiti di maggioranza. Questo agli occhi della Storia ha un peso importantissimo.

Porta il cittadino a porgersi a priori contro lo Stato e il suo governo in una tifoseria da palcoscenico. Le parti, rappresentanti dei cittadini, i sindacati, l’opinione pubblica, i parlamentari hanno sempre più visto il loro ruolo come rappresentate di settore, ma la logica ci insegna che guardando solo la parte si perde di vista il senso del tutto.

L’Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:
« Ogni membro del Parlamentorappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli avevano permesso di essere eletto a una delle due Camere. Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.
Il mandato imperativo è invece parte integrante delle costituzioni degli stati socialisti, che assoggettano a vincolo il mandato rappresentativo dei membri delle assemblee ai diversi livelli territoriali, fino al parlamento nazionale, rendendone possibile la revoca da parte del partito comunista di appartenenza, vero dominus dell’iniziativa politica in tali sistemi.
Il vincolo di mandato attualmente vige soltanto in Portogallo, a Panama, in Bangladesh e in India.

Questo gioco infantile tra concorrenti presenta la società contro il Governo e il Governo contro la società ne inficia e ne impedisce qualsiasi sviluppo di collaborazione e di dialogo. Viene meno qualsiasi piacere di mettersi in pace ad ascoltarne e cercare di capirne la musica del Governo e per una volta pensare, collaborare, dialogare invece che lottare.

Tanto che sempre più la musica spira, come anelito di libertà, non solamente più dalla nostra pancia e dal nostro interno ma soprattutto anche dall’Europa che ha interessi molto più grossi dei nostri locali da salvaguardare, proteggere e portare innanzi.

Ne consegue il fatto che qualsiasi persona o partito o gruppo di partiti quando al governo non rappresenta più la sua maggioranza che l’ha votato ma tutta la nazione.

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