Giornalista slovena sotto processo

Anuška Delić è una giornalista di Delo, uno dei maggiori quotidiani sloveni ed è attualmente sotto processo per aver pubblicato informazioni riservate sui Servizi di intelligence sloveni. L’accusa a suo carico era di aver pubblicato informazioni classificate come riservate dei rapporti tra il partito SDS [Partito democratico sloveno] e il ramo sloveno del movimento internazionale di estrema destra Blood and Honour.

Apro una finestra sulla situazione politica attuale per contestualizzare il clima. La Slovenia è una repubblica semipresidenziale; il Presidente della Repubblica Borut Pahor dei Socialdemocratici (Sd) e il Premier Miro Cerar alla testa del partito personale Stranka Mira Cerarja (SMC)  sono tutte e due partiti di centro-sx.

Alla testa del partito del centro-dx, l’Sd, vi è Janez Janša, Primo ministro dal 2004 al 2008 e dal 2012 al 2013: il secondo premierato di governo cadde per un voto di sfiducia presentato dopo le accuse di corruzione mosse dalla Commissione per la Prevenzione della Corruzione. Janša risulta ora condannato a 2 anni di prigione per corruzione nel Caso Patria (tangenti nell’ambito della fornitura dei blindati finlandesi Patria all’esercito sloveno). La condanna è stata poi confermata e nel giugno 2014 Janša ha cominciato a scontare la pena in carcere. Ricordiamo che Jansa fu anche Ministro della Difesa e fu accusato di aver consentito severe interferenze dei servizi segreti militari nella sfera civile e per questo rimosso dall’incarico nel 1994.

Gli articoli della Anuška Delić vennero pubblicati sul quotidiano Delo all’inizio del 2011. Secondo il Codice penale sloveno (articolo 260) la pubblicazione di informazioni riservate può portare ad una pena fino a tre anni di carcere. Come succede in questi casi la ”controparte” ha avviato una campagna per screditarla, media e politica si mescolano e così il lavoro dell’informazione se scomoda per una parte politica, quest’ultima con i media della sua parte partono con l’operazione: “non date ascolto a quella ciarlatana”, invadendo così il lato personale per screditare quello professionale, sottolineando la non attendibilità della fonte. A settembre 2014 un giudice della corte distrettuale di Lubiana ha deciso che l’accusa doveva essere portata in giudizio. L’audizione preliminare ha avuto luogo il 14 ottobre 2014, mentre il processo ha preso avvio il 5 gennaio 2015.

Importante sottolineare la richiesta dell’Associazione slovena dei giornalisti di ottenere una modifica degli articoli del Codice penale.

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