Papa Francesco sulla libertà di espressione: “Pugno a chi offende mia madre” – YouTube

La strada della laicità di un Papa.

Può essere un Papa laico? Ovviamente è una provocazione ma proprio San Tommaso mi viene in mente disse che “solo nel dubbio c’è fede”. Chissà quindi se il Papa abbia dubbi.

Prendo ad esempio per spiegarmi un fatto: il messaggio del papa su Charlie Hebdo.

Siamo nell’epoca dell’immagine come sappiamo. Cioè l’immagine è messaggio, è concetto, arriva subito ed è capita da tutti.
Il Papa ha usato una parola: il pugno.

La frase del Papa, il suo pensiero, la rottura concettuale (che non è stata certo da poco) espressa dopo i fatti di Charlie è avvenuta dopo una settimana dall’attentato e questa è simile, sembra ricalcare e sintetizzare i commenti, le opinioni espresse su internet nei giorni precedenti, da una parte della popolazione, la maggioranza visibile.
Su internet la maggioranza più visibile è quella che va “contro” il “politicamente corretto”, la maggioranza che urla, contro il pensiero comune; quest’ultimo in quei giorni era rappresentato esclusivamente dalla piena condanna e dal tamburo battente “je suis charlie”.
Le opinioni sono state raccolte dagli uomini politici, dagli intellettuali e dai giornalisti che le hanno diffuse in maniera amplificata attraverso la televisione e i giornali. A questo punto è intervenuto il Papa insieme ad Obama (gli uomini politici più potenti dell’intero occidente) come per mettere un suggello d’autenticità, che quella opinione è corretta, è la verità.
Ora: alla frase shock del Papa io mi aspettavo discorsi e dibattiti, interventi d’intellettuali, teologi, filosofi ecc.
Che non sia avvenuta nessuna presa di posizione da parte di vescovi, teologi e l’episcopato tutto, il fatto è degno di nota credo.
Eppure la frase ha un valore storico, si sta parlando di una rottura evangelica! Invece non è accaduto nulla, mediaticamente parlando intendo.
Che cosa sta succedendo invece: facendo passare del tempo, naturalmente, si sciorinano e si leggono i soliti e vari commenti e addirittura sondaggi, online, da parte della gente. La maggioranza più visibile: giovane/adulta 25/65 anni digitalizzata. I quali sono nell’età di chi può essere genitore, precettore, opinionista, politico, professore.
Si sta facendo passare del tempo quasi che la Chiesa stesse aspettando di vedere che rispondenza abbia sulla gente il pensiero del Papa, il giudizio che ne dà questa maggioranza.
La Chiesa è come se stesse osservando cosa si sviluppa sui forum.

Seguendo questo ragionamento; significa che c’è un Papa e una Chiesa che ascoltano molto di più l’opinione della gente di qualsiasi altro nella Storia.
Questo è innovativo, ma è anche nel normale corso degli eventi, ci sono dei mezzi, meno indiscreti, che lo permettono.
Se si segue questo ragionamento, il Papa sarebbe espressione di una maggioranza! Questo in sé ha un significato, politico. Ascoltare la società civile non è una missione liturgica, un atteggiamento ecclesiastico è una missione e un atteggiamento politico: ascoltare una società civile che si è espressa.
Se avviene questo, vuol dire che abbiamo un Papa, più politico che qualsiasi altro. E questo è normale se i tempi lo richiedono!

E il messaggio: com’è accolto da me che sono un cittadino europeo/”occidentale”, al quale il messaggio è indirizzato?
Il Papa è come se avvertisse la popolazione occidentale, laico/cristiano-giudaica, che rispondere ad un attacco si può, non è condannabile se si subisce un offesa; anzi è naturale, non più il porgere l’altra guancia. Il Papà si sta avvicinando alla laicità. Il precetto pio evangelico si rende paradosso. D’innanzi a un’offesa è naturale reagire, fisicamente, con un pugno!

Involontariamente questo messaggio si sedimenta nelle coscienze, e facciamo attenzione, è un messaggio rivolto alla cultura occidentale non ai mussulmani. Quasi il messaggio presagisse qualcosa, volesse anticipare qualcosa. Quasi destasse la massa, serrasse l’attenzione degli uditori. Come se il Papa stesse arringando, metaforicamente, una potenza, una schiera, una parte di popolazione mondiale, una parte di civiltà. Facciamo attenzione la religione è cultura di un popolo, è la sua civiltà. Mi dilungo ancora: è quasi che il Papa ci volesse rendere reattivi di fronte ad un possibile attacco violento, per adesso fantasioso ma anche più presente, realistico, che mai, uno scenario di una guerra, di scontro tra civiltà.
Dicevo prima che alla frase del Papa non è seguito nessun dibattito ecclesiastico, quasi si aspettasse una reazione; senza che la dottrina, la morale episcopale o parrocchiale, possa tarpare, zittire, inibire, influenzare il libero pensiero della gente. Se la Chiesa guida il gregge, i suoi figli, sembra che ne stia aspettando le libere opinioni.

Se questo fosse vero, mi entusiasma ma nello stesso tempo mi fa pensare. Internet dà si la possibilità di ascoltare l’opinione della gente. Internet però è un danno, quando usato da quei politici che pensano solamente a trovare quei piccoli interstizi, con logiche esclusivamente elettorali, dove inserirsi. Internet è un eco al qualunquismo, alla reazione istintiva, personale. Mentre prima la società intellettuale, vale a dire chi faceva della critica, prima di diffondere una certa interpretazione e lettura della società impiegava del tempo, un vaglio e un curriculum accademico. Ora su internet, qualsiasi piattaforma che riesce ad avere tanti lettori, catturati da una strategia di marketing fondata sul gossip, sull’erotico, sul mistero, qualsiasi sciocchezza, opinione non ponderata può essere diffusa. Prima l’opinione dell’intellettuale aveva una lunga gestazione, ora l’opinione che qualunque persona può esprimere, ha il tranello della velocità e dell’immediatezza non è vagliata, si moltiplica con un “condividi” o un “like” e diviene opinione comune della maggioranza visibile.

Papa Francesco sulla libertà di espressione: “Pugno a chi offende mia madre” – YouTube.

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